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Angelo Piselli

Nato a Riccione (RN)

3 Maggio 1964

Ciclista dal 2002

Un ringraziamento a

Cronaca di un Record (anzi tre!)

Angelo Piselli ha concluso con successo la sua avventura lungo “lo stivale”, da Nord a Sud e da Sud a Nord. Con l’ufficializzazione da parte della UMCA (Ultra Marathon Cycling Association) dei tre nuovi record stabiliti da Angelo, abbiamo il piacere di pubblicare il racconto del protagonista.

Venerdì 14 luglio
Ho caricato tutto sul mezzo per partire da casa mia. Ore 8:00 appuntamento con Alberto, piccolo riassunto dell’abbigliamento tecnico da bici che serve e poi partiamo alla volta della vicina San Mauro Pascoli, dove si aggiunge Francesco con tutto il materiale necessario per poter riprendere e rendere indelebile questo Evento. Il viaggio verso Casere (BZ), punto di partenza del mio tentativo di record Nord-Sud-Nord Italy, vola via veloce ed infatti verso le 14:00 siamo già all’albergo Anna dove ci sistemiamo nell’appartamento che ci ospiterà per la notte. Nel tardo pomeriggio si uniranno al gruppo Massimiliano (Crew Chief), Walter e Michele (quest’ultimo, nonostante non lo conoscessi, si è immediatamente integrato grazie alla sua cordialità e simpatia). La sera di venerdì prendo accordi con la signora che gestisce hotel e appartamento e le chiedo se a colazione mi possa preparare della pasta in bianco: dopo uno stupore iniziale capisce che non la sto prendendo in giro ed acconsente a prepararmi, oltre alla tradizionale colazione dolce e salata, anche un paio di etti di spaghetti in bianco con olio e formaggio. Casere è una frazione di Predoi, pochi abitanti, abbastanza turisti, ai piedi della Vetta d’Italia, paese che conclude la sua vita alle 22:00. I tre locali pubblici che ci sono chiudono i battenti e mandano tutti a dormire, noi compresi. Siamo riusciti a degustare un piatto locale a base di polenta e stufato di cervo che ci stavano benissimo con le temperature che abbiamo trovato, 7-8 gradi centigradi con pioggia fine tipo l’autunno nella nostra regione. Neanche le 23:00 ed è tutto pronto per la partenza dell’indomani, decisa per le ore 8:00 con colazione alle 6:00.

Sabato 15 luglio
La sveglia puntata alle 5:30 non fa in tempo a suonare, infatti mi accorgo che oltre a me erano già svegli tutti i componenti della Crew, quindi approfittiamo per fare un ripasso sullo svolgimento della prima parte del percorso che per comodità ho divisa in otto tappe. La tappa principale sarà in questa giornata quella che da Chioggia (VE) arriverà a Rimini, dove si uniranno a noi tutta la rimanente parte della Crew con il camper: Massimo (mio inseparabile fratello e Crew Chief del Camper), Beatrice (mia moglie) che assieme a Cinzia, una cara amica di famiglia, si prenderanno cura di me e di tutta la Crew per il mangiare, Margherita (mia figlia navigatore del camper), Giuseppe (massaggiatore), Settimio (autista e motivatore, lui è un corridore vero!!) e Carlo Conti, giudice UMCA assieme al già citato Francesco Magnani. L’equipaggio si completerà al ritorno a Rimini, quando salirà sul camper anche Angelica (altra mia figlia).
Ora però bisogna prepararsi e partire, consapevole di stare per affrontare una prova fisica che potrebbe essere al di sopra delle mie possibilità, ma altrettanto certo di essere in una condizione fisica di tutto rispetto ed è per questo che commento con il gruppo che mi sta accompagnando alla sbarra da dove si partirà: “un pezzo di strada alla volta fino alla fine”.
Il mio primo obiettivo è stabilire il record Nord-Sud della categoria dai 50/59 che è detenuto da un atleta Danese con 3 giorni 1 ora 13 minuti.
Alle 7:45 sono già sulla bicicletta vestito con gambali lunghi, bracciali ed impermeabile per la pioggia: infatti stava piovendo, piano, ma stava piovendo.
La mia bicicletta preparata a puntino gira come un orologio svizzero, la catena non si sente, avevo montato la sera prima il paraschizzi alla sella per evitare di bagnarmi subito i pantaloncini, cosa avrebbe potuto darmi fastidio al soprasella, una borraccia d’acqua e Garmin attivo sulla traccia del percorso della prima tappa di circa 153 km: Casere (BZ) –  Ponte nelle Alpi (BL).
Cominciavo a sentire freddo, nonostante cercassi di riscaldarmi facendo uno strappetto nel parcheggio adiacente la sbarra, non volevo rischiare nulla perciò chiamo Max (Massimiliano Crew Chief auto al seguito) e chiedo di partire. Lui annuisce e mi da il “via” alle 7:55: è questa l’ora segnata; l’inizio di questa nostra nuova avventura sui pedali.
Con prudenza affronto tutta la discesa bagnata, che mi separa da Brunico, non ho particolari problemi sulla strada anche se bagnata, tanto meno a Dobbiaco quando la strada è priva di quell’umidità dovuta alla pioggia che cadeva alla partenza. Il serpente di asfalto che mi aspetta è nelle mie caratteristiche, una salita verso Cortina d’Ampezzo che si conclude ai 1544 metri sul livello del mare ed ancora strada favorevole verso la Valle del Cadore. Sono passate due ore e a Cortina, nonostante la colazione a base di spaghetti e pane, comincio a mangiare panini al latte con prosciutto cotto, fino a Rimini ne consumerò 15. La Valle del Cadore mi permette di alzare la media ed arrivo a Ponte nelle Alpi in meno di 5 ore. Mi sono fermato solo a togliermi i gambali perchè più si scendeva di altitudine più la temperatura si alzava arrivando fino ai 29/30 gradi che mi hanno permesso di viaggiare in divisa estiva verso Chioggia (VE), punta finale della seconda tappa di 158 km circa. Anche questa frazione scorre via veloce nonostante un fastidioso vento contrario, non appena si è fatta sentire l’influenza del mare Adriatico. La media tenuta era ancora alta, abbondantemente sopra i 30 orari. Da Chioggia (VE) la strada mi era amica, la conoscevo bene, prima la Romea SS309 e poi l’Adriatica  SS16 fino a Rimini dove mi sarei fermato la prima volta seriamente a mangiare ancora pasta e cambiarmi la divisa. Dove avrei raggiunto il resto della Crew con il Camper. Rimini ore 23:00, arrivato. Con mia sorpresa, trovo una folla festante ad aspettarmi, cerco di salutare tutti, senza però dimenticare il principale scopo di quella fermata: mangiare e cambiarmi.

Domenica 16 luglio
Prima di ripartire da Rimini, ci accordiamo con il camper per vederci nei pressi di Loreto (AN) dopo circa 110/120 km, a metà della tappa che mi ero preparato e che doveva arrivare a Roseto degli Abruzzi dopo 222 km. Sto tenendo un gran bel passo, continuo a bere e mangiare senza difficoltà, la notte non mi sta dando problemi. Gli unici problemi nascono dalla voglia di litigare di molti giovani apparentemente ubriachi che non approvano il fatto di trovarsi una bicicletta con il fanale sulla loro strada, scortata da una autovettura. Ed è con particolare rabbia che voglio raccontarvi un episodio increscioso occorsomi proprio in questa zona della Romagna, terra a me Amica. Erano circa le 2:00, mi trovavo tra Fano e Marotta  quando una piccola Smart mi affianca ed il ragazzo dalla parte del passeggero mi urla qualcosa che non capisco. Non sono lì per litigare, faccio finta di niente continuando a pedalare mantenendo il ritmo di cadenza che avevo. La Smart rallenta e mi avvicina quasi affiancandomi ed il passeggero apre improvvisamente lo sportello come se volesse colpirmi ed urlando (questa volta ho sentito bene) “TANTO VI FACCIAMO FUORI TUTTI CICLISTI DI MERDA” allontanandosi repentinamente. Nessuna reazione da parte mia, se non quella di memorizzare il numero di targa e passarlo alla Crew. Dentro di me però si è acceso un vulcano. Mi sono chiesto: perché? In fondo ero in regola per il codice della strada, avevo addirittura la macchina al seguito con lampeggianti e scritta che indicavano la mia presenza, perché tanta cattiveria rispetto una categoria di sportivi che, tra l’altro, è trasversale: padri e madri, anche conducenti di veicoli al rispetto del Codice della strada. Non mi spiego perché due ragazzi a quell’ora della notte non avessero nulla di meglio da fare  che rischiare di fare cadere una persona solo perché era in bicicletta sulla Statale. Mah!!!
Tra Fano (PU) ed Osimo (AN) sto accusando un po’ il sonno e sento che la “pedalata” ha rallentato la sequenza perciò decido di riposarmi e lo faccio un quarto d’ora, mi siedo sul furgone ed immediatamente mi addormento non prima di aver indicato a Max di svegliarmi dopo 15 minuti. Così è, e la sosta sembra subito essere stata la scelta giusta. Infatti ricomincio a pedalare con la forza dei primi chilometri. Arrivo a Francavilla a Mare verso le 11:00, la metà del percorso di andata, e qui che possiamo cominciare a fare conti sul tempo impiegato e sul tempo che necessita ad arrivare a Palizzi Marina (RC), meta finale dell’andata di questo tentativo. Verso le 14:30, all’alba degli 800 chilometri, ho un altro colpo di sonno e mi fermo a Lesina per dormire altri 15 minuti. Con questo microsonno riesco ad arrivare all’inizio della SS655 subito dopo l’innesto con l’autostrada ed in Località Candela (FG) alle ore 20:00 decidiamo di fermarci al Camper. La pasta è già pronta, mangio abbondantemente, mi faccio una doccia e dormo fino alle 22.00 per poter affrontare quella strada statale al fresco della notte, altrimenti sarebbe stata un inferno di calore.

Lunedì 17 luglio
Verso le 2:00, nei pressi di Matera, un imprevisto ha messo alla prova la mia condizione psicofisica. La strada che avevamo scelto era impraticabile e si poteva rischiare di rompere ruote o provocare danni ai mezzi di supporto, pertanto decidiamo insieme a Max e Massimo di cambiare strada allungando il percorso  di 10 KM circa, tornando però sulla traccia originale solamente un po’ più a sud rispetto a quello previsto. Deviazione che non si poteva evitare pertanto affrontata al meglio.
La mattina alle 7:30 imbocchiamo finalmente la SS106 Jonica: è la strada che terrò fino al Km 52, ovvero fino all’arrivo di Palizzi Marina. Mancano 320 km circa e due grosse città da attraversare, Crotone e Catanzaro, con le relative difficoltà che ogni volta emergono negli attraversamenti urbani di grandi città capoluogo di provincia. Tutto fila liscio senza errori seguendo la traccia stabilita e a Locri, ormai a 50 km da Palizzi Marina, abbiamo tutti la consapevolezza di essere in netto anticipo rispetto al Record di Paolo Aste di 62 ore 13 minuti.
Arrivo a Palizzi Marina al Km 52 della SS106 Jonica alle 19:37, dopo 1500 km coperti in 59 ore 42 minuti. Ho abbassato il record Nord-Sud di oltre 2 ore. Ho la gioia negli occhi, sono felice perché l’aver creduto fin dall’inizio a questa possibilità, mi ha ripagato con il successo. Ora cena e riposo per tutti. I festeggiamenti sono molto sobri perché la fatica non è finita: uno step ed un risultato è stato raggiunto, ma sono consapevole che d’ora in avanti la strada del ritorno sarà la più dura, pertanto si festeggerà solamente a Casere (BZ).

Martedì 18 luglio
La sera precedente, analizzando tutti insieme durante la cena il tempo impiegato per il ritorno dall’atleta detentore del record, facciamo calcoli di percorrenza e decidiamo insieme una distanza che ci possa permettere di superarlo, ma anche di riposare in maniera adeguata. La distanza è di 400/420 km al giorno poi stop di notte e ripartenza alla mattina successiva. Così facendo, senza inconvenienti o grosse crisi si impiegherà un tempo che va dalle 82 alle 88 ore, tempo nettamente al di sotto dei precedenti record Sud-Nord e Nord-Sud-Nord.
La partenza è alle ore 7:42 sulla strada SS106 Jonica, a ritroso. Il percorso appare subito più difficoltoso, un fastidioso vento contrario rallenta un po’ l’andatura, ma il riposo ed il conseguente recupero fisico mi permette di non subire grossi ritardi, solo un paio di km orari. Alla fine della SS106 Jonica, al tramonto, individuiamo il luogo di fermata per la notte, il camper si ferma a Pisticci (MT) ed è quello il luogo dove passeremo la notte. Arrivo a Pisticci senza difficoltà dopo 415 km alle ore 00:30.

Mercoledì 19 luglio
Il momento più difficile per me. Bisogna superare la SS655. Questa strada denominata “BRADANICA“ collega la Basilicata alla Puglia ed è intagliata in mezzo a terre aride, vi sono solo due stazioni di servizio, una in direzione Nord ed una in direzione Sud. Partenza alle ore 07:00 dopo una lauta colazione a base di pasta in bianco, caffè e crostate. Decidiamo di incontrare il camper non più come nei gironi precedenti ogni 80/90 chilometri, ma ogni 50/55 km in modo di avere supporto anche morale se necessario. Già al primo incontro con il camper mi fermo per mangiare ancora e cercare refrigerio con un pediluvio, il caldo comincia a farsi sentire anche nella pianta dei piedi. Indosso il “CAMMELLO”, un copricapo ideato per la RAAM che ha nel retro degli spazi dove si può inserire del ghiaccio in modo da tenere fresca la nuca, la macchina al seguito è munita di una pompa con la quale vengo bagnato quasi ogni 15 minuti per rinfrescarmi. Il Garmin segna 38 gradi, ma la temperatura percepita e notevolmente superiore. Alla fine di questa strada si giunge a Foggia ed è lì che acquisisco la consapevolezza di avere superato il momento più difficoltoso, pertanto da quel punto in avanti nulla mi avrebbe più fermato fino al conseguimento del risultato. Il Camper decide che la sosta sarà a Giulianova, nei pressi di un campeggio: a me va benissimo, conto di arrivarci presto in modo da poter recuperare dormendo alcune ore. Arriviamo all’una di notte. Una doccia, un pasto abbondante di carboidrati e un bel sonno.

Giovedì 20 luglio
Oggi è il compleanno di mio fratello Massimo e lo festeggiamo con una candelina infilata in una crostata, è il pensiero che conta, e conta l’affetto che tutti hanno dimostrato nei suoi confronti, una gran persona. Anche quella mattina mangio il rituale piattone di pasta in bianco, quasi due etti, con caffè e torta. Riparto da Giulianova alle 07:00. E’ un giorno importante perché, entro il primo pomeriggio, mi fermerò a Rimini presso il centro ROWA dove mi aspetteranno tutti i miei amici e chi sta seguendo la mia posizione dal sistema GPS, ma anche mia figlia Angelica che si unirà a noi. L’andatura è forte, parto veramente bene, con il camper l’accordo è sempre quello di vederci ogni 50/55 km, questa situazione positiva ed il riposo notturno mi danno forza. Ogni giorno riesco a mantenere medie elevate nella parte pedalata per i primi 250 km, alle ore 14:00 circa arrivo a Pesaro dove incontro due moto con a bordo i miei amici di Riccione che mi sono venuti a “prendere”, mi scorteranno fino davanti al bar che da ragazzi utilizzavamo come luogo di ritrovo. La grande sorpresa è la presenza di mio padre insieme a loro. Al mio arrivo non nascondo le lacrime di emozione versate nell’abbraccio con mio babbo. La sosta dura il tempo di una foto con tutto il gruppo dei vecchi amici. Riparto per Rimini, la strada vola, ci sono persone che mi vengono incontro con motori per salutarmi, altre a bordo strada nelle piazzole, sto volando, arrivo alla ROWA e trovo un sacco di gente che mi applaude, due che bloccano il traffico per farmi attraversare e fermare in sicurezza. Un tavolo apparecchiato con la mia consueta pasta asciutta, questa volta con dentro carne di tacchino tritata. Anche qui l’emozione mi vince quando vedo mia figlia Angelica e l’abbraccio forte, credo di averle fatto anche male. Erano le 15:00, sarei ripartito mezz’ora dopo per Chioggia dove si sarebbero conclusi i 400 km giornalieri. Ho dato disposizione a Margherita, l’altra mia figlia che faceva già  parte dell’equipaggio già dal passaggio in andata a Rimini, di cercare un hotel che potesse ospitare tutti, dovevamo essere riposati per l’ultimo giorno di pedalata. Arriviamo a Chioggia alle 00:25 dopo avere superato una strada, la “SS309 ROMEA”, che ha messo a dura prova la mia forza psicofisica. Ero veramente distrutto, la tensione nel percorrere quella statale mi aveva snervato, i camion che mi superavano ogni dieci metri, che mi spostavano nella manovra, motivo per cui ho dovuto sempre tenere impugnato il manubrio, non ho potuto utilizzare le appendici perché avrei rischiato di essere spazzato via ad ogni loro passaggio.

Venerdì 21 luglio
Partenza ore 07:00, mancano meno di 300 km a Casere (BZ), non mi curo tanto del percorso, mi faccio guidare da Max, ormai sento di avercela fatta, devo stare solamente attento affinché non succeda nulla. Arrivo a Ponte nelle Alpi tranquillamente, anche se il vento contrario mi fa ritardare l’andatura. Da lì mancano 150 km, c’è la salita da fare, ma non importa, in cima c’è il traguardo di questa importante avventura. Sono in netto anticipo rispetto ai tempi dell’altro record, pertanto non ho nessun tipo di pressione. Arrivo a Cortina d’Ampezzo ed incomincia a piovere copiosamente, affronto il passo che porta dal Veneto al Trentino, da Cortina a Dobbiaco sotto un bel diluvio, ma l’acqua scivola via come scivolano via i chilometri, facendomi iniziare un conto alla rovescia ormai da numeri a due cifre. Tra Dobbiaco e Brunico, dove inizia la Valle Aurina (quindi a circa 40 km dall’arrivo), pedalo sotto due acquazzoni giganteschi che però non fermano il mio entusiasmo e la mia voglia di arrivare in cima il prima possibile. Questa data, 21 luglio, sarà una data che ricorderò per sempre: il compleanno di mia mamma e l’arrivo a Casere (BZ), dove ho battuto tutti i record del percorso Nord-Sud-Nord Italy .
Alle ore 20:53 fermo il tempo alla sbarra di Casere Alto, dove finisce la strada, sotto la vetta d’Italia.
I Record sono tutti i miei, i nostri.
N-S: 02 giorni 11 ore 42 minuti precedente (2 giorni 14 ore 13 minuti)
S-N: 03 giorni 13 ore 11 minuti precedente (4 giorni 11 ore 07 minuti)
N-S-N: 06 giorni 12 ore 58 minuti precedente (7 giorni 06 ore 54 minuti)
In quell’ultimo chilometro Ti ripassa tutto davanti, tutta l’esperienza che hai vissuto insieme a quel gruppo speciale di persone.
Ed Allora voglio partire proprio dalla fine e vorrei dire grazie ad ognuno…
Ai miei genitori, che hanno dato il benestare perché io potessi essere alla partenza: se mia madre (operata al cuore il 30 giugno e tuttora in ospedale) e mio padre avessero solo avuto un dubbio, avrei rinunciato a tutto.
A tutto il gruppo, esempio di collaborazione perfetta per il bene e la buona riuscita di un evento straordinario come lo è stato questo (senza di loro non avrei fatto un chilometro).
A chi doveva esserci e non ha potuto per il lavoro.
A “Chino”, che sta giocando una partita difficile, altrimenti sarebbe stato in questo gruppo.
A tutti gli sponsor che mi hanno aiutato, con un appoggio finanziario e con materiale tecnico.
Al “Bar del Fico”, esempio di amicizie straordinarie.
Agli amici siciliani, da dove a gennaio è partito l’allenamento per arrivare a luglio in questo stato di forma.
Alla Claudia che, da quando ci ha lasciati, sono certo, mi ha tenuto sempre una mano sulla spalla per condurmi sulla via con meno errori possibile, cosa che è successa anche in questa andata e ritorno.
A Daniele Testa ed Enza Testa, che stanno lottando per risorgere dalle macerie di quel maledetto terremoto “RESTO IN PIEDI SONO CASTELLUCCIO DI NORCIA”.
A tutti quelli che hanno lasciato il lavoro, hanno dato una parte del loro tempo per vedermi passare sulla strada.
A tutti voi che da casa mi avete spinto a dare una pedalata dietro l’altra, fino a farmi tornare appoggiato a quella sbarra da dove ero partito il 15 luglio alle 7:55.
EMOZIONI FORTISSIME che solo provandole riesci a trasmetterle e condividerle.
NON SI PUÒ DIRE ❤ che grazie.

Angelo Piselli


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